24/12/2020

Natale 2020: gli auguri del Sindaco di Dolo

È un Natale strano, ma certamente non meno vero.
Un Natale di lontananza, sofferenza, incertezza.
Un Natale nel quale, però, ciascuno ha la grande opportunità di guardare alle cose vere, a quelle che contano veramente, al proprio futuro, alla propria famiglia.
Ma, soprattutto, un Natale che ci consente di avere il tempo necessario per volgere lo sguardo al futuro.
Nessuna retorica. Tante speranze, ma anche la consapevolezza che, nonostante una certa faciloneria comunicativa, non si risolverà tutto dalla sera alla mattina.
Ci sarà da stringere i denti, da lottare, da lavorare.
Alla fine, però - ne sono certo - ce la faremo.
Abbiamo una grande responsabilità. La responsabilità di non rendere vane le difficoltà di quest'ultimo anno. La pandemia ha messo in profonda crisi il nostro sistema organizzativo, le nostre relazioni, il nostro equilibrio interiore.
Quando tutto sarà passato - perché passerà - la cosa peggiore che ci potrà capitare sarà quella di non aver imparato nulla, di pensare che sia stato solo un brutto sogno svanito al mattino, di non credere che ci siano elementi, nel pubblico e nel nostro privato, da migliorare.
Io non lo so se e quando il virus sarà sconfitto torneremo esattamente alla vita di prima o se, comunque, dovremo convivere con una realtà cambiata.
Quello di cui però sono certo è che molti meccanismi, a partire da quelli della scuola, dei trasporti e del lavoro, non funzionano. Ed è su questi che dobbiamo lavorare oggi - anzi avremmo dovuto farlo già ieri - per non trovarci, poi, nuovamente impreparati; sprovvisti persino di quelle che dovrebbero essere le cose più banali, come una connessione internet per lavorare o studiare da casa.
Sono convinto che, nel nostro piccolo, anche noi possiamo fare la differenza.
Ma servono idee, coraggio, grinta. Serve avere la voglia di farcela, serve non girare la testa dall’altra parte o non cercare una perenne condizione di quieto vivere.
Steve Jobs, il visionario guru e fondatore della Apple, disse in un suo celebre discorso ai neolaureati di Stanford 'stay hungry, stay foolish', siate affamati e folli, visionari, capaci cioè di guardare avanti.
Ecco, io credo che sia questo il miglior augurio per ciascuno di noi: in un momento così difficile, perché questa sofferenza non sia vana, dobbiamo avere la voglia, la fame, di cercare soluzioni nuove, di assumerci tutte le responsabilità possibili, di non mollare.
I nostri ospedali, le nostre case di riposo, le nostre imprese, le nostre famiglie hanno tutti bisogno del contributo di ciascuno di noi, grande o piccolo che sia.
E allora grazie, grazie a tutti voi e a tutte quelle donne e quegli uomini che ogni giorno scelgono di esserci, di stare dentro questo tempo.
Mettendoci tutto quello che hanno e anche qualcosa in più.
Grazie a chi la sera va a dormire pensando cosa si possa fare di più e di meglio l’indomani.
Grazie a questo Natale così diverso che ci lascia il tempo di prepararci al meglio a quella primavera che, ne sono certo, verrà.

Alberto Polo



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