12/06/2021

A DOLO PER LA PRIMA VOLTA LA RELIQUIA DI SANT’ANTONIO

Dolo tappa fondamentale del ‘Giugno Antoniano 2021’, che – nel ricco programma di festeggiamenti – prevede quest’anno un evento davvero speciale.
La 15° edizione della rassegna in onore del Santo di Padova vedrà infatti, per la prima volta dal 1652, rientrare a Padova la reliquia dell’avambraccio di Antonio, custodita alla Salute di Venezia: durante il tragitto sarà portata, per la benedizione, all’ospedale di Dolo, baluardo sanitario in tempo di Covid.
La peregrinatio via terra, con la reliquia donata nella metà del Seicento alla Basilica della Salute e da allora mai rientrata al Santo, avrà luogo domenica 13 giugno da Venezia a Padova: il ritorno è previsto lungo il fiume Brenta domenica 20 giugno (con benedizione delle cittadine rivierasche) e culminerà sul Canal Grande, con il corteo acqueo delle società remiere.
Domenica 13, dunque, la reliquia sarà accompagnata via terra da monsignor Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, dal rettore del santuario della Madonna della Salute, don Fabrizio Favaro, e dai seminaristi di Venezia.
Durante il tragitto il corteo porterà la benedizione del Santo al Covid Hospital di Dolo.
All’arrivo in Basilica del Santo, il patriarca presiederà la santa messa delle 12.30.
La sosta a Dolo è momento fondamentale di questo viaggio dal forte valore non soltanto religioso ma anche simbolico: in tempo di pandemia, in questo 2021, segna infatti un bisogno di rinascita non soltanto sanitaria, ma anche sociale, spirituale, culturale ed economica
Dice il Vice Sindaco Gianluigi Naletto:
‘Sant’Antonio è stato cercatore della verità e promotore di giustizia. Il suo insegnamento, all’uscita dalla pandemia, ci impegna tutti a fare la nostra parte per l’attenzione e la presa in cura della nostra comunità.
La sua presenza all’ospedale di Dolo, nell’anniversario della scomparsa, testimonia il nostro impegno a garantire, in simbiosi con l’attuale Dirigenza dell’Ulss3, quel ruolo strategico che spetta al polo sanitario dolese nella programmazione regionale, garantendo continuità ed incremento agli investimenti promessi, rispondenti ai bisogni di un importante bacino d’utenza.
Ora, quando tutti i reparti Covid stanno chiudendo e resta aperto solo quello dolese in tutta la provincia è doveroso guardare al futuro con fiducia anche a fronte dell’avanzamento della campagna vaccinale che ha visto Dolo in prima fila grazie allo sforzo - economico e organizzativo - senza precedenti per l’allestimento del centro “Alberto Polo” al palasport. 
Dobbiamo guardare al futuro del nostro ospedale. Questo non significa tornare alla situazione prepandemica, ma lavorare a un potenziamento reale del nostro nosocomio. Si comincia con la riapertura di tutti i reparti - cosa assicurata dalla direzione generale alla Conferenza dei Sindaci - ma si deve continuare immediatamente con il potenziamento dei posti letto, la nomina dei primariati mancanti, il ripristino del punto nascite - a Dolo si deve poter continuare a nascere - e lo stanziamento dei 40milioni di euro, previsti e promessi, per le indispensabili opere strutturali in attesa da troppi anni. 
L’ospedale di Dolo, lo dicono i numeri, è un’eccellenza grazie all’impegno delle centinaia di donne e uomini che ogni giorno vi lavorano. Il progressivo svuotamento al quale abbiamo assistito in questi anni deve essere immediatamente invertito. La pandemia, in questo senso, rappresenti uno spartiacque per rivedere le scelte compiute in passato. Ora è il tempo della ripartenza anche per l’ospedale di Dolo’.

 

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