Antiquarium di Sambruson. Laboratori Didattici

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 I reperti

      I reperti esposti nell’Antiquarium di Sambruson sono stati rinvenuti nel 1950 dal prof. Lino Vanuzzo, a seguito di scavi non stratigrafici, durante i lavori di estrazione dell'argilla nella campagna di Velluti di Sambruson da parte dell'azienda Valdadige. Il Prof. Vanuzzo, grande amante dell'archeologia, con l'aiuto di alcuni giovani del paese, si era dedicato, a sue spese, al recupero di tali materiali. 
 _DSC9719.JPG     I reperti sono stati recuperati in due aree vicine: in una quelli delle epoche romana e rinascimentale, nell'altra quelli appartenenti all'epoca preistorica. 
Il materiale rinvenuto ha subito, nel corso degli anni, spostamenti in vari depositi della Soprintendenza per poi rimanere custodito e dimenticato nei magazzini del Comune di Venezia a Mestre fino al 1999. 
Nel corso dell’anno 1998 l’associazione "Trovemose" di Sambruson è venuta in possesso, per consegna degli eredi, del “Resoconto degli scavi” del prof. Vanuzzo e ha interessato l’Amministrazione comunale di Dolo e la Soprintendenza archeologica del Veneto perché i reperti ritornassero nel località del ritrovamento.  
       Lo studio dei materiali, completamente inedito, ha evitato che i reperti rimanessero ancora per_DSC9720.JPG anni stipati in cassette, anche dopo il ritorno a Sambruson. II lungo lavoro, iniziato nel 1999, con l’inventariazione del materiale e terminato con la catalogazione e lo studio dello stesso, ha permesso l’allestimento di un Antiquarium, pieno di significato per il paese e per tutto il territorio, considerando che, esclusi i siti famosi, assai pochi sono i centri studiati. 
       Presso l’Antiquarium sono presenti alcuni reperti di presunta epoca preistorica, ceramiche e marmi rinascimentali e, soprattutto, pezzi appartenenti all'epoca romana. 
  _DSC9722.JPG     Questi ultimi sono ascrivibili ad un arco cronologico che dalla fine del III sec. a.C. arriva al II sec. d.C. inoltrato e, per alcuni tipi, fino agli inizi del III sec. d.C. I materiali rinvenuti non sono, però, inseribili in un contesto archeologico. 
    II confronto con materiali pubblicati, provenienti da altri scavi, ha permesso una datazione estesa dei reperti e ha segnalato una certa uniformità con il panorama veneto in particolare, ma anche cisalpino in generale. È naturalmente con Padova che si instaura il legame più stretto, sia per la vicinanza geografica, sia soprattutto per il fatto che Sambruson probabilmente rientrava all'interno della centuriazione di Nord-Est del municipio patavino, come documenta la presenza di materiali di forme e tipi simili. 
       Si può ragionevolmente pensare a Sambruson come ad un piccolo o medio centro, operante_DSC9726.JPG nella sfera di influenza di Padova e partecipe di quel traffico di merci che, arrivate lungo l'Adriatico, raggiungevano Padova percorrendo le strade e il fiume. 
       La fruizione da parte della collettività dell’Antiquarium rende possibile conoscere la storia del nostro territorio. 
       L’Antiquarium oltre a rivalutare la personalità del Prof. Vanuzzo, a cui il Comune ha intitolato una via, ha dato vigore a un sano sentimento di appartenenza e partecipazione degli anziani che hanno vissuto in prima persona la scoperta dei reperti.


Dal volume "Ad duodecimum Mansio Maio Meduaco. Sambruson in epoca preromana e romana" di Monica Zampieri, 2009.

                                               Il Progetto “Via Annia”

       Il Comune di Padova, unitamente alla Regione Veneto, aveva proposto ad Arcus (Società che_DSC9723.JPG si occupa dello sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo attraverso la promozione ed il sostegno finanziario, tecnico, economico ed organizzativo di progetti e d'altre iniziative di investimento nel rispetto delle funzioni costituzionali delle Regioni e degli Enti Locali) il Progetto “Via Annia” che mirava alla valorizzazione del tracciato della Via Annia (antica via consolare romana). Il Progetto è stato approvato da Arcus e finanziato. Il Comune di Dolo era interessato al Progetto in quanto Sambruson, nel periodo romano, era sede di una stazione di transito della Via Annia.
       La parte del Progetto relativamente a Sambruson prevedeva di valorizzare e di allestire _DSC9703.JPGadeguatamente in una piccola realtà museale i reperti rinvenuti dal Prof. Lino Vanuzzo negli anni '50 nelle campagne della frazione e attualmente custoditi da questa Amministrazione su incarico della Soprintendenza per il beni archeologici del Veneto. 
       Il Progetto “Via Annia”  ha interessato oltre al Comune di Dolo_DSC9700.JPG anche la Regione del Veneto, l'Università di Padova, la Provincia di Rovigo e i Comuni di Aquileia e Concordia.
       Il Comune di Dolo ha ritenuto di estrema rilevanza culturale e sociale la sua partecipazione come soggetto attivo al Progetto “Via Annia” per l’importanza nazionale dello stesso e come ottima opportunità per valorizzare i reperti archeologici di Sambruson.

I Laboratori Didattici

       Per accrescere maggiormente l’interesse per l’Antiquarium sono stati organizzati dei laboratori didattici per studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado del territorio affinché conoscano la storia della loro terra come qualcosa di concreto e loro vicino e non semplicemente studiato sui libri. 
       I laboratori archeologici realizzati presso l’Antiquarium riguardano:

    la Preistoria (Paleolitico e Neolitico)
    la Protostoria e Storia Antica (Egizi, Etruschi e Veneti Antichi)
    il Periodo Classico (Greci, Romani e Sambruson Romana: le anfore e i commerci)

       Ogni laboratorio ha la durata di 3 ore ed è strutturato in due momenti: un primo momento _DSC9764.JPGteorico in cui, con l’ausilio di lucidi, si ripercorre la storia della civiltà o del periodo preso in esame con puntualizzazioni cronologiche e geografiche e un secondo momento dedicato ad attività pratico-manuali. Le attività pratico-manuali utilizzano materiali diversi: colori naturali, argilla, lamine di rame ed altro in modo che gli alunni possano riprodurre nella realtà “reperti” del passato con le stesse_DSC9749.JPG tecniche utilizzate nelle civiltà antiche e peculiari di queste ultime. 
       I laboratori proposti vogliono offrire agli allievi l’opportunità di capire l’importanza delle fonti e la differenza tra fonti primarie e secondarie. Proprio per questo motivo ogni laboratorio viene anticipato da una breve visita all’Antiquarium, in modo che gli alunni possano vedere, osservare e toccare direttamente i reperti, ossia le fonti primarie. 

       I laboratori, che si svolgono da Febbraio a Maggio 2012, sono realizzati in collaborazione con l'Associazione Culturale Sambruson la nostra storia, con il  Circolo Sociale Culturale Ricreativo Trovemose e con il contributo della Provincia di Venezia.

Foto Laboratori febbraio 2012


Ufficio di riferimento - CULTURA

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