Anticamente la parrocchia
di Dolo dipendeva dall'Arcipretale di Fiesso d'Artico e, in
parte, da Sambruson e Arino.
Ma dal 1669, in virtù della centralità ormai
acquisita, divenne autonoma e titolo di Arciprete fu conferito
al Parroco di Dolo.
La chiesa attuale, dedicata a San Rocco sulla base di una
tradizione che individuava nella protezione di San Rocco la
preservazione del luogo dalla tremenda epidemia di peste del
1576, fu eretta tra il 1770 e il 1776.
E' stata elevata successivamente al titolo di Duomo.
Appare come edificio costruito solidamente, in perfetta armonia
con capitelli corinzi e il resto barocco. Sono recenti all'interno
figure ad affresco che ricordano lo stile del Tiepolo.
L'altare e le figure di angeli sono attribuite a Giovanni
Ferrari, detto il Torretti (1744-1774).
La costruzione del Campanile di S. Rocco risale al 1792.
L'opera, di 'Scuola Veneziana', elegante ed equilibrata
nell'architettura, arieggia il campanile di San Marco di
Venezia, con sviluppo verticale però più snello.
E' alto 82,27 metri. Il timore da parte della Repubblica
Veneta che il nuovo campanile superasse in altezza quello
lagunare, portò la stessa a prendere posizione affinchè
ciò non avvenisse.
Un recente restauro ha ridato al campanile di Dolo lo splendore
originario, migliorandone inoltre la qualità costitutiva
di alcuni materiali.
Particolarmente interessante è la struttura portante
lignea della cuspide ottagonale, costituita da un tronco
in rovere alto 17 metri, la cui presenza testimonia l'importanza
che al campanile veniva attribuita dal Maggior Consiglio
della Serenissima: in via straordinaria concesse a Dolo
l'utilizzo del grande fusto in rovere nonostante la scarsità
del prodotto in quell'epoca.
Dalla cella campanaria (altezza 47,30 metri) si ha una visione
panoramica stupenda della Riviera del Brenta.
Visite guidate: per tutti, nel periodo natalizio e durante
la festività di San Rocco (orari esposti la settimana
prima nel Duomo), per gruppi organizzati, durante tutto
l'anno previo accordo con il Parroco.