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IL COMUNE DI DOLO VINCE IL RICORSO AL TAR PER LE INIZIATIVE NATALIZIE. IL TAR “UTILIZZO DISTORTO DELLO STRUMENTO DELL’ACCESSO AGLI ATTI” (COMUNICATO STAMPA DI GIOVEDì 29.06.2017)

29/06/2017

“L’Ente civico censura l’uso eccessivo e distorto, talvolta esasperato, dell’accesso civico fatto dal D’Agostino, rimarcando come l’esercizio distorto di tale istituto rischi di compromettere il buon andamento dell’Amministrazione locale, chiamata ad evadere continue richieste di accesso civico, sino quasi a paralizzarne l’attività; nel merito contrasta analiticamente le avverse pretese e chiede il rigetto del ricorso.”

Con queste motivazioni, oltre a dimostrare come tutta la documentazione concernente le manifestazioni natalizie dolesi fosse già disponibile, il Comune di Dolo ha chiesto e ottenuto il rigetto del ricorso al TAR presentato da Vincenzo D’Agostino, teso a verificarne il corretto svolgimento e la giusta rendicontazione economica.

Il TAR, sposando appieno la tesi dell’Amministrazione ha stabilito che:

“anche l’Accesso Civico […..] come ogni altra posizione giustifica attiva, non può essere esercitata dal suo titolare con finalità emulative o con modalità distorte o abusive; nel caso di specie tutti i dati e le informazioni rilevanti della manifestazione natalizia in possesso del Comune sono stati pubblicati sul sito istituzionale dell’Ente e comunicati personalmente al ricorrente; possono formare oggetto della richiesta di accesso civico solo i documenti e i dati già in possesso della PA che non è tenuta a raccogliere informazioni che non sono in suo possesso ne a rielaborare le informazioni che detiene, per rispondere ad una richiesta di accesso generalizzato.”  

Il TAR ha, dunque, condannato D’Agostino a pagare al comune le spese di giudizio, che ammontano a 2.000 euro più gli accessori di legge.

“La sentenza del TAR” – commenta l’Amministrazione Comunale – “dimostra la correttezza del lavoro dei nostri uffici, ma anche l’atteggiamento abusivo e distorto di un comune cittadino che, settimanalmente, cerca di paralizzare il nostro lavoro con almeno una richiesta di accesso agli atti. Richieste avanzante su qualsiasi argomento al solo fine di  provare ad esercitare, così, un ruolo politico teso a dimostrare teoremi insostenibili ed assolutamente personali nel tentativo di rompere il rapporto di fiducia, oggi forte, tra cittadini e Amministrazione. Una sentenza, dunque, assolutamente soddisfacente che costituisce un precedente giuridico molto evidente.”