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Comunicato stampa del 7.03.2016

07/03/2016

DOLO - L’Amministrazione Comunale, in ordine alla vicenda del richiedente asilo politico ospitato presso la ‘Casa a Colori’ di Dolo, recentemente risultato coinvolto in un giro di spaccio di droga, svolge questa riflessione: 

‘Alla luce dell’evento accaduto di recente nel nostro territorio, che ha visto coinvolta una persona richiedente asilo ospitata a Dolo, vorremmo prendere spunto dalla nostra Costituzione per sottolineare come il nostro spirito di accoglienza parta da lontano, dai padri costituenti che hanno vissuto in prima persona la condizione di esule e che hanno redatto la Carta con l’intenzione di dare diritto d’asilo a chiunque non goda nel proprio Paese delle libertà democratiche garantite, invece, dalla nostra Costituzione.


Il fenomeno della migrazione, che in breve tempo ha assunto dimensioni così globali e di grande rilievo, che caratterizza questo nostro periodo storico in maniera così pregnante e scandisce la nostra quotidianità, non può essere ignorato e non possiamo farci da parte: ci viene chiesto di dare il nostro contributo come territorio, come amministrazione, come cittadinanza affinché col nostro operato possiamo concorrere alla creazione di nuovo governo del territorio, affinché si possano mitigare attraverso la costituzione di una rete virtuosa certe preoccupazioni e essere pronti ad intervenire dove necessario.

E’ testimone, questa nostra generazione, di un fenomeno che non ha eguali nella storia e a noi è chiesto un grande sforzo di apertura per una convivenza pacifica: tolleranza, inclusione, accettazione della diversità, multiculturalità, sono tutti termini con i quali da un po’ di tempo conviviamo e con i quali chiediamo ai nostri giovani di confrontarsi per costruire il loro domani.


Nel nostro Paese la protezione internazionale è riconosciuta a colui che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese d’origine di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese”.

Con la nostra Carta ci siamo impegnati a prenderci cura e carico delle persone che stanno attraversando un periodo buio della loro vita nel loro Paese e le abbiamo accolte, attivando percorsi individualizzati di riconquista della propria autonomia per un’effettiva partecipazione alla vita anche della nostra comunità locale. Chi viene ospitato conosce le regole di questa ospitalità e ne ha accettato i principi che la regolano e se non li rispetta, sa che la legge dovrà seguire il suo corso. Nessuno può derogare ed essere esonerato dal rispetto delle norme e di quel principio di legalità sul quale imprescindibilmente si basa e si deve basare il nostro vivere sociale.


Questo è successo con il ragazzo che è stato fermato e che era già stato segnalato alle Forze dell’Ordine. La sinergia tra le varie parti preposte per la gestione dei migranti, ma non solo, è fondamentale per contribuire al corretto funzionamento di una società. Le imprese contro la legge, infatti, non hanno colore, razza, religione; vanno perseguite sempre e con i giusti mezzi.


I lavori socialmente utili a cui i migranti presenti nel nostro territorio si sono resi disponibili sono la testimonianza di questo volere e di questa condivisione: a fronte di un’accoglienza e della possibilità di riappropriarsi di un’identità, si mettono a disposizione impegnandosi gratuitamente in lavori di pubblica utilità a favore della comunità ospitante, per intraprendere quel cammino di inclusione sociale per chi resterà. Molti di loro, infatti, se ne vanno verso il Nord Europa.

 
A noi, amministratori di questo territorio, il compito di sorvegliare che questa permanenza, che per alcuni resta temporanea, si svolga nel migliore dei modi, resti nei binari della legalità e della crescita civile, restituendo ricchezza, valore e risorse per l’intero sistema sociale’.