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Continua il ciclo di esposizioni artistiche ‘Arte in comune’ con l’artista ‘Toni Baruffaldi’ da giovedì 10 settembre a giovedì 15 ottobre 2015 negli spazi comunali di Dolo (comunicato stampa di mercoledì 9.09.2015)

09/09/2015



DA GIOVEDì 10 SETTEMBRE SINO A GIOVEDì 15 OTTOBRE P.V., sarà possibile visitare negli spazi comunali di Dolo (presso il Municipio e lo Sportello Integrato SI Cittadino in via B. Cairoli e presso la Biblioteca Comunale villa Concina in via Comunetto n. 5) le opere dell’artista ‘TONI BARUFFALDI’.

L’ingresso è libero in orario di apertura degli uffici.

Matteo Bellomo Assessore alla promozione socio economica del territorio, alla cultura e allo sport del Comune di Dolo al riguardo:

“Un sentito grazie all’Associazione culturale ‘Arti Visive Riviera del Brenta’, in particolare al Presidente Carlo Mazzetto, che da anni sta portando avanti, in collaborazione con il Comune di Dolo, questa splendida iniziativa che oltre a ravvivare gli ambienti comunali permette a molti artisti di ‘mettere in mostra la propria arte’.

Invito la popolazione a rallentare, ad entrare nei locali comunali, ad assaporare un breve momento in cui ognuno di noi attraverso la semplice osservazione può ravvivare la propria immaginazione, le proprie emozioni nella routine della quotidianità.”

Per ulteriori informazioni Biblioteca Comunale di Dolo (Ufficio Cultura) tel. 041 411090.

Ogni informazione nella relativa sezione Eventi sul sito internet www.comune.dolo.ve.it..

Biografia

Toni Baruffaldi (1941) vive a Piove di Sacco (PD); è tra i soci fondatori del fotoclub “3B” di Brugine e del fotoclub “Chiaroscuro” di Piove di Sacco. I suoi primi scatti risalgono alla fine degli anni ‘60.

 

Nel 1978 si iscrive al primo fotoclub di Piove di Sacco (il “Diego Valeri”) e per diversi anni stampa personalmente le sue foto in Bianco e Nero. Registra i suoi frequenti viaggi, il lavoro degli artigiani, gli ambienti rurali della Saccisica, i grandi eventi (l’Irpinia terremotata, la strage alla stazione di Bologna, l’Umbria e le Marche del dopo terremoto).

Successivamente, documenta l’attività di alcuni artisti del suo territorio, tra i quali il pittore Silvano Rampin e il compianto scultore Stefano Baschierato, che fu uno dei fondatori del Gruppo Artisti della Saccisica.

Nel 1999, su invito del Comune di Padova, nella mostra Foto di Cronaca presenta 60 immagini, tutte incentrate sull’uomo, colto nei suoi atteggiamenti più espressivi: per strada, sul lavoro, tra le rovine di un paese terremotato, in una vecchia casa rurale, nel foyer di un Conservatorio.

Col colore realizza alcuni reportage, di viaggio (Hong Kong e Pekino, 1985), o sulla Natura, spesso quella meno spettacolare (Giochi d’acqua) o più misteriosa (Gli Affreschi della Val Noana).

In Bianco e Nero: Luci di Sardegna; Paesaggio Interiore. In questa sequenza Baruffaldi interviene sull’immagine digitale cercando di mettere in luce la specificità onirica, spesso molto ben celata, della fotografia scattata.

Nei suoi ultimi lavori prevalgono le indagini sociologiche o di impegno civile (Auschwitz), con immagini mai finalizzate a soddisfare i soli canoni estetici.

Ha esposto in diverse mostre personali e collettive. Le sue due ultime:

- Ieri, Oggi. Forse domani (2013)

- Viaggio (di sola andata) ad Auschwitz (2015)

Fotolibri: Stefano Baschierato scultore; Foto di cronaca; Giochi d’acqua; Silvano Rampin, tavolozze di colori; Luci di Sardegna, Paesaggio interiore, mito e realtà,

Passato, Presente… Futuro?; Viaggio (di sola andata) ad Auschwitz.


Calendari: Baschierato (2004), Frammenti di Viaggio (2005), Il lavoro dell’uomo (2006).

In tutte quelle pagine i protagonisti sono l’uomo, il suo ambiente, la dignità del fare e la grandezza del vivere.

antoniobaruffaldi@alice.it
tonibaruffaldi.wordpress.com
www.gruppoartistidellasaccisica.it

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“Gli affreschi della Val Noana (1992-1994)"

In principio erano pareti di bianca Gunite (*). Bisognava proteggere il viandante in quella stretta Valle, i cui fianchi erano  composti prevalentemente da roccia friabile che scendeva, talvolta strapiombando, sulla strada che porta al Rifugio Fonteghi, presso il Lago Noana (Primiero). Ma nessun pittore si sarebbe azzardato a dipingerle: troppo pericoloso soffermarsi per giorni o settimane ai piedi di quella ripida montagna che non offriva protezione alcuna.

Ma ci pensò Madre Natura. Quelle rocce soffocate contenevano sali minerali in grandi quantità e la Gunite, che li imprigionava, non riuscì a trattenerli.

A distanza di anni, il risultato è rappresentato da quelle immagini affioranti che si sono offerte - durante un breve lasso di tempo - per una documentazione fotografica irripetibile.

Persone in preghiera, paesaggi lunari, reminiscenze di antiche figure rupestri, delfini, lontre, maestosi pavoni: tutto vero e tutto falso allo stesso tempo.

L’immaginario che prendeva il sopravvento.

Ma quella realtà era e sarà sempre in continua evoluzione: infatti, di quei poetici Affreschi, ora non vi è più traccia. L’innocente ingordigia di Madre Natura ha portato alla luce un coacervo di colori sempre più bruni e raffigurazioni illeggibili e oscure. Le figure oranti, che mi hanno assistito durante il mio lavoro in quelle indimenticabili stagioni, hanno cessato di pregare… e riposeranno per sempre in quel limbo. Ma la loro temporanea apparizione resterà per sempre, contenuta nello scrigno magico di una diapositiva.

Settembre 2015                                                                   Toni Baruffaldi

(*) La tecnologia del calcestruzzo spruzzato (Gunite) consiste nello spruzzo, mediante una lancia ad aria compressa, di una miscela cementizia additivata con prodotti acceleranti di presa. Questi ultimi consentono l'aggrappo istantaneo del conglomerato nel momento in cui raggiunge la superficie di applicazione, garantendo una massa compatta e omogenea.”